UMMR

museo di storia dei sistemi a microprocessore

Sito web sempre in costruzione - ultimo aggiornamento: 19.10.2016

Website always under construction - last update Oct 19, 2016

Benvenuti - Welcome

Latest additions (Oct., 2016): IBM Scientific Visualization System node board, HP 1000 A700 & A900 CPU board

UMMR: che cos'è?

UMMR è un museo privato italiano, nato nel 1994 a Udine (vedi, oppure visualizza in GoogleMaps), dedicato alla storia dell'informatica ed in particolare a quella dei microprocessori, delle loro tecnologie costruttive ed applicazioni. Raccoglie soprattutto chip (circuiti integrati), componenti di elaboratori, memorie, schede e documentazione, in secondo luogo macchine e sistemi completi. Una sua consistente parte è dedicata all’evoluzione della tecnologia delle memorie RAM e delle memorie di massa, magnetiche ed ottiche. Lo scopo principale di UMMR è preservare testimonianze della rapida evoluzione tecnologica dei calcolatori elettronici, cosicché sia possibile delinearne una storia il più possibile precisa e completa.

many new systems are coming

(Abstract) UMMR is an Italian privately owned and managed museum, located in Udine (look at the municipality's website, or look at the corresponding GoogleMap), active since 1994 in the field of computer history and microprocessors' technology and applications. UMMR, mainly focused on chips and cards (rather than on complete systems) is committed to save and to preserve moments of the processors' evolution, such as chips, cards and systems. Please note, for foreign readers: this site is still under construction, only a rough draft for now... museum's pages are only in Italian... sorry for non Italian speaking websurfers! English pages will come soon... stay tuned!

WARNING! - TO ALL READERS AND CHIP COLLECTORS!

1) UMMR is a system-oriented rather than a chip-oriented museum: that is, my primary goal is to collect complete systems (whenever possible) or at least important system components (cards, boards) in order to describe as well as possible the evolution of microprocessors and their applications. You'll find, browsing these pages: a) many very common CPUs (not rare, I mean) and b) several "non-perfect" chips with scratches, stains etc. b) would be unforgivable for a true chip collector but, before to say I'm to blame for this, you have to remember the essence of my museum: history, not exhibition.

2) UMMR isn't devoted to retrocomputing. Dot. Its purpose is to investigate microprocessor's history and evolution, not to revive vintage computers. Thus, definitely this isn't, and likely never will be, a retrocomputing website. Nonetheless retrocomputing remains a fascinating (and addicting) activity, and I encourage everyone involved in. Simply... it isn't my vocation.

3) UMMR has a "conservative" approach. I try to preserve the true essence of every object I collect. Museum's items are presented "as they are", with only the essential cleaning and restore.

Due paroline sul museo

Una doverosa premessa: l'aspetto del sito è quello che è, non serve un esperto di comunicazione per definirlo grezzo. Non cercherò certo l'inutile (ed infondata) scusa che "la sostanza conta più della forma", ammetto invece che le mie capacità di elaborare pagine Web sono assai limitate... e mi rimetto alla pazienza del visitatore! Spero comunque che dia soddisfazione almeno a quelli ai quali, come a me, piace rovistare in cumuli di materiali... anche se qui si tratta di foto e testi! Chi cerca trova! Ammettete però, per onestà intellettuale, che un certo ordine esiste...

Ho incominciato ad interessarmi alla storia dell'informatica ed a quella dei microprocessori nel 1994. Più o meno nello stesso periodo ho iniziato la mia collezione di "hardware obsoleto", cioè di componenti, schede e macchine complete. Nel corso di questi anni ho raccolto una quantità di materiali che vanno in gran parte dagli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Novanta. In questo sito potete vederne solo una parte relativamente piccola: mancano, ad esempio, i dischi rigidi (ne ho circa 400 "d'epoca", dalle unità a 14 pollici fino a quelle moderne a 3,5'') e le altre memorie di massa, i vecchi libri dedicati all'architettura dei calcolatori ed i manuali, molti computer completi ed una quantità di schede e circuiti integrati, dal momento che per ragioni di tempo e spazio ho scelto di pubblicare solo le foto dei pezzi storicamente più interessanti. Il mio sogno - chi mi conosce lo sa bene - sarebbe realizzare un vero museo, ordinato e visitabile, liberando così da scatole, cantine, garage e soffitte vari i circa 5.000 pezzi della mia raccolta. Il modello ideale è per me il bellissimo Museo della Grande Guerra di Kotschach-Mauthen (vedi), che pur non avendo nulla a che vedere con la storia dell'informatica è a mio avviso un perfetto esempio di come andrebbe organizzato e gestito un museo in modo tale da renderlo vivo ed interessante per tutti. Un altro museo privato che mi piacerebbe prendere come modello è il museo di storia dei telefoni allestito in una stazione ferroviaria dismessa di Amburgo, il cui sito Web oggi purtroppo non è più in linea. Nell'attesa di trovare spazi (e fondi) per un'operazione del genere, continuo ad ingrandire un poco per volta la collezione, badando soprattutto ai pezzi più rappresentativi dell'evoluzione e dei reali utilizzi dei computer, e volutamente tralasciando le rarità fini a se stesse. So benissimo che tutti noi collezionisti ci portiamo dentro il desiderio di avere "il pezzo che nessun altro ha": aspirazione legittima, non c'è dubbio, ma il mio obiettivo è raccontare la storia dell'informatica, non mettere insieme una raccolta di oggetti unici. Allo stesso modo io non intendo essere un puro e semplice collezionista di chip (CPU, microprocessori, chiamateli come volete): li raccolgo in funzione della loro importanza storica, non in base alla rarità od all'aspetto più o meno inconsueto. Questa mia collezione è cominciata proprio pensando alla storia dei microprocessori, come dice il nome stesso del museo. UMMR, Utinensis Museum of Microprocessor Revolution, è un acronimo bilingue inglese/latino. L'inglese, banalmente, è la lingua "ufficiale" dell'informatica. Il latino è un omaggio al Liceo scientifico G. Marinelli di Udine che ho frequentato e che mi è rimasto nel cuore: un po' di nostalgia ci vuole... Poi, col passare degli anni, si è man mano estesa a coprire la storia del calcolatore elettronico in senso più generale. Attualmente UMMR è un museo (diciamo ancora un museo virtuale) dalle molte facce: accoglie materiali fra loro molto diversi, ma non si focalizza esclusivamente su nessuno di essi. L'unico filo conduttore che lo attraversa tutto è, come ho detto, la storia dei computer. Oggigiorno l'interesse per la storia dell'informatica, inizialmente concentrato soprattutto negli Stati Uniti, si è diffuso anche in Europa e negli altri continenti. L'Italia non è da meno: ci sono tanti appassionati e belle iniziative portate avanti sia da enti ed Università (es.: http://www.fondazionegalileogalilei.it/museo/museo.html) che da privati volonterosi (ad es.: http://www.museoinformatica.it/). A tutto ciò si aggiunge il crescente interesse per il retrocomputing, come ci si può facilmente rendere conto osservando il buon numero di mostre, incontri di scambio, piccole manifestazioni che ogni anno si organizzano su questa tematica. Lo sviluppo di Internet e dei social network ha ampliato moltissimo le opportunità per gli appassionati di conoscersi, comunicare, scambiare esperienze ed informazioni. Quando ancora i motori di ricerca non esistevano o muovevano i loro primi passi era molto difficile, alle volte impossibile, reperire notizie dettagliate su macchine o loro parti non più in commercio, senza contare che l'amato/odiato Ebay è diventato un formidabile mercato di materiali storici affiancandosi ai tradizionali canali dello scambio, delle fiere e dei "rottamai". Negli anni Novanta certe informazioni si potevano trovare solamente su vecchi libri e riviste del settore, a patto di riuscire a scovare una biblioteca che le avesse conservate (l'Università di Udine, ad esempio, aveva in catalogo tutti i numeri di Byte). Oggi cercare e trovare notizie su hardware vecchio di decenni è molto più facile; centinaia di collezionisti in tutto il mondo pubblicano foto e dati nei loro siti e tutti possono essere raggiunti via Web. Mi auguro quindi che l'interesse per la storia dell'informatica continui a diffondersi, assieme alla consapevolezza che salvare dalla distruzione le macchine di un tempo significa preservare le testimonianze di un'evoluzione non solo tecnologica ma anche sociale, che ci ha condotto in pochi anni dalla carta e penna al mondo iper-connesso nel quale, voglia o no, viviamo i nostri giorni.

Eccomi qua nel lontano 1999 (perbacco, una foto del passato millennio!) alla prima mostra che ho organizzato a Udine con i miei vecchi dischi rigidi. Detto che senza barba faccio fatica a riconoscermi, nella foto tengo la mano su un IBM 3380; a destra c'è un IBM 3370, a sinistra il complesso disco+controller di un IBM PS/2 Modello 50. A destra in basso un IBM 0681 "Redwing" del 1988: questo disco ESDI da 857 MB è stato il primo hard disk commerciale ad usare la tecnologia PRML. Detto per inciso il 3370 è stato il primo disco con testine thin-film. Se vi interessa un po' di storia dei dischi IBM l'immancabile pagina di Wikipedia vi può dare una mano: http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_IBM_magnetic_disk_drives. E chi legge più le enciclopedie di carta?

Passa il tempo, crescono barba e museo, qui è arrivato il 2011 ed ho in mano un'unità di memoria plated-wire appartenuta ad un computer UNIVAC 1110. Per quanto possa sembrare strano questo tipo di memoria, sviluppato negli anni Cinquanta, è stato utilizzato ancora nel 1990 nel computer di controllo del telescopio spaziale Hubble. D'altra parte anche le memorie a nuclei magnetici hanno avuto vita lunga nel settore aerospaziale, principalmente perché molto resistenti ai disturbi elettromagnetici ed alle radiazioni, ovviamente più intense nello spazio che sulla Terra. Detto per inciso il PC alle mie spalle è un HP/Compaq XW6000, una delle workstation Xeon che più mi piacciono, assieme all'IBM Intellistation Z Pro 6221.

"The Mighty Micro - The Impact of the Computer Revolution" di C. Evans (1979) è un libro (tradotto in italiano col titolo "Micro - La rivoluzione dei Personal Computer"), scritto durante i primi anni del boom dei microprocessori, in cui l'autore descrive l'avvento della microelettronica come una vera e propria rivoluzione non solamente tecnologica, ma anche e soprattutto sociopolitica. Secondo Evans entro il 2001 la società intera sarebbe stata profondamente cambiata, in quasi tutti i suoi aspetti, dalla massiccia diffusione dei personal computer. Benché alcune delle sue previsioni si siano rivelate errate (ad esempio quella secondo cui nel 2000 la settimana lavorativa media sarebbe stata di sole 20 ore e si sarebbe andati in pensione al massimo a 50 anni), Evans ha correttamente inquadrato la portata e la natura dei cambiamenti introdotti dalla penetrazione dei microprocessori in tutti i campi della vita quotidiana. Sulla destra, il commento del proprietario originale del libro: "mi domando quale sarà l'effettiva realtà [verità] nell'anno 2000 (Luglio 1983)". Noi che l'abbiamo vissuta possiamo dire che è andata addirittura oltre le previsioni dell'autore.

Come i chip hanno cambiato il mondo: la copertina del numero di Dicembre 1996 della famosa rivista Byte, dedicato ai primi 25 anni di vita dei microprocessori, ricorda che la rapidissima evoluzione delle tecnologie microelettroniche ha rappresentato una vera e propria rivoluzione non soltanto per l'informatica ma più in generale per il nostro stesso modo di vivere.

Copertina del numero di National Geographic dell'Ottobre 1982 dedicato alla "rivoluzione microelettronica".

Il sito

Questo sito web ha innanzitutto lo scopo di far conoscere alcuni tra i pezzi più interessanti posseduti da UMMR. Non rappresenta perciò un catalogo di tutti i materiali del museo ma soltanto una sorta di vetrina per un certo numero di essi. In alcuni casi alle immagini si accompagnano notizie storiche e/o tecniche riguardanti gli oggetti raffigurati. Se nelle pagine di questo sito trovate notizie che vi possono essere utili, ricordate che i testi (come ricordato in basso) sono liberamente utilizzabili e riproducibili purché non a scopo di lucro. Questo è un sito no-profit ed è richiesto che i materiali in esso contenuti siano utilizzati con la stessa modalità, citandone la provenienza. Gli articoli storici sono stati redatti con cura, citando le fonti (solitamente in forma di collegamenti a siti web, più facilmente consultabili) impiegate. Se però state pensando di utilizzare in qualche vostro progetto o ricerca informazioni e dati trovati in queste pagine, tenete presente che 1) non sostituiscono in alcun modo la documentazione ufficiale dei fabbricanti e 2) l'errore è sempre in agguato... attenti... Quanto alle immagini, si riferiscono quasi tutte ad oggetti facenti parte delle collezioni del museo, e sono state realizzate in proprio. Ciò significa che siete liberi di utilizzarle come volete purché come sopra ricordato rimaniate in un ambito no-profit (cioè non commerciale). La dimensione delle immagini di questo sito è medio/piccola; versioni più grandi possono essere richieste via mail (vedi sotto). I link a questo sito sono liberi. Infine ricordiamo che i materiali raffigurati non sono in vendita. Se vi interessano scambi di materiale, contattateci nel forum di cpu-world.com (vedi sezione Collegamenti).

(Abstract) The purpose of this website is mainly to act as an online showroom for some of the museum's pieces and artifacts. It isn't a complete catalogue nor a comprehensive listing of the whole UMMR's collection. This is a no-profit website.

Wafer da 8 pollici contenente chip di memoria DRAM da 256 kbit ancora da suddividere. L'area scura in primo piano è una zona di prova per la verifica della correttezza del processo di fabbricazione.

Attenzione...

Avviso ai naviganti: questo non è propriamente un sito di retrocomputing, perchè UMMR si occupa della storia dei microprocessori e delle macchine nei quali sono stati impiegati più che della conservazione/restauro di queste ultime. Nello specifico vedrete che, anche se UMMR ha ad oggi circa 250 computer in catalogo, la gran parte delle sue raccolte è costituita da schede (boards), chip e parti di macchine (es.: hard disk). Diciamo che UMMR non fa esattamente retrocomputing perché nella nostra visione - forse un po’ troppo rigida, lo ammettiamo - "retrocomputing" significa 1) conservazione, 2) restauro e 3) rimessa in funzione dei vecchi calcolatori. L'appassionato di retrocomputing non è solo il curatore di un museo, ma il "rianimatore" delle macchine che raccoglie, perché cerca di ridar loro la vita persa in anni di abbandono nelle cantine o nei magazzini. Attualmente, invece, UMMR si occupa soprattutto del punto 1), un po' meno del 2) e, per mancanza di tempo (ahimè, il lavoro) e spazi, molto poco del 3)... Se siete interessati in modo particolare al "vero" retrocomputing oppure cercate informazioni utili per il restauro ed il riutilizzo di vecchi computer, con una semplice ricerca in Rete scoprirete che anche in Italia ci sono ottimi siti e tanti gruppi di discussione dedicati a questi argomenti, primo fra tutti il bellissimo Retromuseo (http://www.retrocomputing.net), curato da uno dei padri del retrocomputing italiano: Alberto Rubinelli. Date anche un'occhiata alla sezione Collegamenti.

Schemi, manuali ed informazioni tecniche riguardanti i calcolatori IBM System/370 (primi anni Settanta) contenuti in microfiche.

Per finire, una raccomandazione: se state leggendo questa pagina e non ci siete capitati per caso, probabilmente anche a voi piacciono i vecchi computer e non ne buttereste uno in discarica a cuor leggero; se invece siete interessati solo all’ultimo grido della tecnica informatica, cercate di non distruggere le vostre vecchie macchine, che meritano una sorte migliore del cassonetto! Anche se forse non ve ne rendete conto, esse sono già ora delle preziose testimonianze storiche. Il numero degli appassionati di retrocomputing è (fortunatamente) in aumento anche in Italia e non è impossibile trovare qualcuno al quale potrebbe interessare un "antico" computer. E comunque ricordate: mai, mai, mai gettare in una comune discarica apparecchiature in disuso: oltre ad essere giustamente proibito per legge in molti Comuni d'Italia (parliamo contro il nostro interesse: il retrocomputerista beatificherebbe i cassonetti!) è un gesto di grande disprezzo per l’ambiente perché la "spazzatura elettronica" è molto inquinante (vedi) e va smaltita in siti appositi oppure presso ditte specializzate. Tenete infine presente che oggi c'è anche la possibilità di donare i PC in disuso ad associazioni non profit che li riutilizzano nei Paesi in via di sviluppo.

Wafer Western Electric con circuiti integrati ancora da suddividere scartato per l’alto numero di componenti difettosi (identificati durante il test con un puntino di inchiostro rosso)

Il museo

Lista delle novità - Additions' list/chronology: moved to this page! **No longer updated since 2/2014 - check individual pages!**

Pagine attive ed aggiornate - Active and frequently updated pages

l museo in (circa) venti immagini  - Short photo-tour of my collection, in about 20 pictures or so...

Prima dei microprocessori (pag. 2) (pag. 3 ) - Vintage computer technologies (before the advent of the microprocessor, and processor building technologies other than micros)

Vintage IBM hardware  

Various **interesting** chips, CPUs, cards, boards etc. (pag. 2)- Miscellaneous items from my museum, mostly CPUs, chips and cards

Memorie a nuclei magnetici (ordinary core memories and various uncommon magnetic memories: thin film, core rope...)

Alcuni esempi di tubi di memoria elettrostatica simili al Radechon (RCA 6499) (some electrostatic storage tubes, Radechon-like)  

Processori DEC e CPU Alpha  - Various DEC (PDP, VAX) and Alpha CPUs/cards 

Alcune CPU poco note  - Weird and forgotten CPUs - page not frequently updated!

Prima del Pentium  - Examples of vintage Intel CPUs (from 8008 to 80286)

Curiosità e stranezze: sistemi 386/486 (pag. 2, pag. 3) - Peculiar/interesting i386/i486 chips & systems


Pagine attive ma aggiornate di rado - Active but not frequently updated pages

Sistemi Pentium "antichi" o particolari  - Vintage Pentium systems

Intel Pentium Pro  

Intel i860 (80860)

SGI/MIPS R8000  


Pagine non più aggiornate - "Abandoned" pages (no longer updated nor maintained)

Sistemi x86 completi: trasportabili, laptop, notebook  - x86 portable systems

Personal computer EISA  - EISA personal computers

Workstation, parte prima  -Workstations, part I

HP Kittyhawk PSM - C3013A

IBM PS/2 Modello 70 486 (8570-121)  e motherboard MCA dei PS/2  

IBM PS/2 Modello 90 XP486 (9590-OLA)


Scatola contenente engineering sample IDT della CPU R3000 e di alcuni suoi chip di supporto.

Collegamenti

(Sezione in costruzione: questa è una bozza)

CPU World, probabilmente il miglior sito per i collezionisti e gli appassionati di microprocessori, e il suo forum

Chipdb.org, database di immagini di CPU provenienti da collezionisti di tutto il mondo... per vedere alcune CPU della collezione di UMMR, fate clic su "Advanced search" in alto a destra nella pagina iniziale, quindi inserite "UMMR" nel campo "Search by Username".

Museo del Computer (http://www.museodelcomputer.org/), grande collezione di computer ed altre apparecchiature informatiche storiche. Vale la pena darci un'occhiata...

ComputerMuseum.it (http://www.computermuseum.it/), uno tra i migliori siti italiani dedicati al retrocomputing.

Museo dell'Informatica Funzionante di Palazzolo Acreide (vedi).

Mateureka - Museo del Calcolo di Pennabilli (vedi).

The Digibarn Computer Museum: http://www.digibarn.com/

The Jim Austin Computer Collection: http://www.computermuseum.org.uk/

Scheda grafica HP Visualize FX4+ (1998/9). Era un prodotto di fascia molto alta dedicato ad un’utenza professionale, progettato in modo specifico per essere impiegato con software di progettazione tridimensionale basati su OpenGL. Il "cuore" di questa scheda sono due CPU di tipo RISC derivate dall’HP PA-RISC 7300 che effettuano i calcoli di geometria. Per quanto grande (e lenta) rispetto alle attuali schede grafiche, è un buon esempio di come l’evoluzione dei microprocessori abbia reso possibile la realizzazione di workstation personali dalle prestazioni un tempo riservate a sistemi enormemente più grandi.

Per contrasto con la scheda HP Visualize, osservate questa memoria a nuclei magnetici da 8+8 KB fabbricata da Ampex (dettaglio in basso a sinistra) ed impiegata, nel 1973, in un terminale grafico ad alta risoluzione (per l'epoca) Data General DDG-9, commercializzato da Hazeltine Ltd. ed utilizzato per applicazioni di CAD e progettazione assistita da computer, come front-end di calcolatori quali l'IBM System/360 e 370. Si noti che il DDG-9 impiegava 5 di questi moduli, e precisamente 2 per i font e 3 per la grafica bitmap: la quantità totale di RAM era superiore a quella di molti minicomputer di quegli anni, ma comunque circa di due ordini di grandezza inferiore a quella della scheda HP.

Contatti

UMMR è stato fondato e viene gestito da Paolo Cuzzit.

Indirizzo di posta elettronica del museo: ummr@live.it

Indirizzo di posta elettronica dell'amministratore: studiocuzzit@alice.it

Poco meno di vent'anni separano queste due memorie: l'IBM a sinistra è del 1983 ed ha una capacità di 64 KB; la DIMM a destra è stata fabbricata da Micron Technologies Inc., per la stessa IBM, nel 2002. La sua capacità è di 1 GB. Considerando 1 GB = 1.024 MB ed 1 MB = 1.024 KB, la DIMM ha una capacità 16.384 volte superiore all'altra scheda... Questa immagine dà un’idea di quale sia stata l’evoluzione della microelettronica negli anni Ottanta e Novanta.

This museum will be forever dedicated to beloved memory of my grandma

ANNA DE LORENZO ved. FURLAN

31.X.1915 - 2.VI.2012

who greatly helped the birth and the expansion of all these collections in the past 20 years.

We miss You so much, Anna, but we know You are now alive and well in Heaven.

We will never forget your way of life: "tomorrow can be better than today".

Your legacy of love, hope and faith will remain in our hearts forever.

Someday we will all be together for Eternity.

"Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il Regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo" (Mt 25, 34)

(dal 6.10.2008)

free counters

(dal 11.1.2011)

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