Pentium "antichi" o particolari - Vintage Pentium CPUs and cards

Pagina in costruzione

Le immagini in bianco e nero verranno sostituite con versioni a colori

(Don’t even think to touch my Pentium!)

Engineering Sample (ES) di CPU Pentium 60 (1993) - Questo ES, non proprio tra i più "antichi" (più vecchi sono quelli che riportano la dicitura "P5") dovrebbe funzionare a 60 MHz. L’introduzione del Pentium - primo membro superscalare della famiglia x86, annunciato nel 1992 - era stata originariamente programmata da Intel alla frequenza iniziale di 50 MHz. Per ragioni di marketing e di differenza di prestazioni con le CPU 486 di fascia alta la frequenza d’ingresso nel mercato del nuovo processore (ingresso avvenuto ufficialmente il 22 Marzo 1993) venne però innalzata a 60 MHz. Nei primi mesi di vita il suo successo venne limitato in modo significativo dall’elevato costo e, nella fascia medio/bassa del mercato, dall’agguerrita concorrenza dei processori di classe 486.

Modulo CPU Intel con Pentium P54 a 60 MHz, cache controller 82496-60 e 256 KB di cache L2. L'82496 è una versione dell'82495 aggiornata alle specifiche di bus ed interfaccia con la cache del processore Pentium. Esiste nelle versioni a 60 ed a 66 MHz.

Questo portachiavi (keychain) è un oggetto promozionale distribuito da Intel nel 1996 in occasione dei 150 anni di vita della Smithsonian Institution, un famoso istituto di ricerca/museo degli Stati Uniti, con cui la Casa di Santa Clara collabora attivamente (tanto da definirsi un suo "orgoglioso partner", vedi in basso a sinistra). Contiene il die di un processore Pentium, probabilmente di un P54 a 66 MHz. Per confrontarlo con l’immagine sotto, tenete presente che la parte superiore di quest’ultima corrisponde al lato sinistro del die inserito nel portachiavi.

Die (chip di silicio) del Pentium A80501-66. 

Portachiavi promozionale Intel contenente un chip Pentium difettoso (1995). Sul retro una citazione di A. Grove, all'epoca CEO della stessa Intel. E' molto probabile, vista la data (Dicembre 1994), che la frase si riferisca alla vicenda del famigerato "FDIV bug" scoperto nel Giugno di quell'anno da T. Nicely del Linchburg College e pubblicizzato dalla stampa specializzata a partire dal successivo Novembre. Il 20 Dicembre 1994, dopo una serie di titubanze e sotto la pressione dei propri principali clienti, Intel si offrì di sostituire gratuitamente, dietro richiesta, i processori affetti dal bug con altri funzionanti correttamente. Si stima che il costo totale dell'operazione sia stato non inferiore a 475 milioni di Dollari dell'epoca. In questo articolo si afferma che Intel riciclò una parte dei chip difettosi per farne oggetti promozionali simili a quello visibile qui. Un portachiavi identico ed un articolo in cui si conferma trattarsi di un chip affetto dal bug sono visibili in questa pagina.

Questo puzzle da 550 pezzi (1994) riproduce il layout, annotato, del chip del processore Pentium. Si tratta di un prodotto promozionale Intel offerto gratuitamente ai rivenditori statunitensi.

Intel’s Technical Brief, Settembre 1994.

Pagina delle CPU Pentium in CPU Collection:
http://www.cpu-collection.de/?tn=0&l0=co&l1=Intel&l2=Pentium+P5 
Lo stesso in CPU World
http://www.cpu-world.com/CPUs/Pentium/TYPE-Desktop%20Pentium.html 
I numerosi Pentium catalogati in chipdb.org
http://www.chipdb.org/cat-pentium-417.htm 

 

Prima scheda IBM con CPU Pentium - First IBM card/board with Intel Pentium processor

Scheda CPU IBM con processore Pentium 66 (1993) - L’IBM è stata tra i primi produttori di computer ad offrire ai propri clienti sistemi basati su processore Pentium. Alla fine del 1993 introdusse infatti, per i sistemi PS/2, il Processor Complex Type 4P basato su processore Pentium a 60 MHz (52G9362). Questa scheda consentiva l’aggiornamento alla nuova CPU dei Modelli 90 e 95. Destinata ad un impiego in ambito server e comunque in macchine di fascia alta, costava circa 11 milioni di Lire dell’epoca. Come i Type 4 basati su processori 486 anch'essa impiegava l’innovativo controller di memoria SynchroStream, brevettato da IBM, il quale garantiva elevata efficienza e velocità nelle operazioni di I/O e di DMA. Poco dopo, all'inizio del 1994, seguì il Type 4Q, raffigurato qui sopra, con processore Pentium a 66 MHz. Il 4Q è strutturalmente identico al predecessore 4P. Del controller SynchroStream esistono più versioni (release) successive: le prime, affette da svariati bug, sono di colore giallo; quelle più recenti, corrette, sono invece blu o bianche come in questo caso.

Scheda CPU Pentium 60 Dell (1993/4) - Basandosi sulle specifiche standard Intel riguardanti l’architettura di sistema, ben presto tutti i principali fabbricanti di hardware misero in commercio macchine con processore Pentium. La gran parte delle schede di questo tipo sono basate su CPU Pentium a 60 MHz ed un sottosistema di cache writeback da 256 o 512 KB, con supporto ECC, gestito dal controller Intel 82496 (qui in versione -66, anche se la CPU è a 60 MHz).

Motherboard Intel con CPU Pentium 66 (1994) - La frequenza del Pentium venne ben presto innalzata rispetto agli iniziali 60 MHz. Il primo gradino furono i 66 MHz; i nuovi processori vennero dotati fra l’altro di un più efficiente sistema di dissipazione del calore prodotto rappresentato da una placchetta di alluminio dorato (lid) collocata nella parte alta del contenitore (package). Qui sopra è raffigurata una scheda madre con architettura EISA fabbricata da Intel per il mercato OEM. La CPU è alloggiata in una schedina secondaria (daughterboard); una terza scheda conteneva infine le espansioni di memoria RAM. Si trattava di un prodotto destinato all’utilizzo nei server di fascia media.

Intel Pentium P5 goldcap 66 MHz module

Modulo CPU Pentium 66 MHz (1994) -  Apparteneva ad un server NCR. 

Modulo CPU di un PC Dell Dimension XPS60 (1993), con 256 KB di cache L2 write-back. Il processore è un Intel Pentium P54 a 66 MHz (Socket 4). L'XPS60 è stato uno dei primissimi PC desktop con CPU Pentium-66.

Retro del modulo CPU Dell riprodotto più sopra. Notare la particolare forma del particolare connettore in alto. La logica di interfaccia del processore è realizzata con componenti custom (gate array Hitachi CMOS 0,8 micron, 32K porte logiche utilizzabili, serie HG62G - vedi http://cset.sp.utoledo.edu/cset4650oc/fpga_arch_intro.pdf). 

Scheda CPU di server NCR 3450 (SMP fault-tolerant fino a 8 vie, bus Microchannel) con processore Intel Pentium P54 a 66 MHz, cache controller 82497 e 512 KB di cache secondaria writeback ECC (1994). Questo modello di CPU supporta anche la cache di terzo livello, qui (nel modello base) non installata. Il chip VLSI nella parte bassa della scheda è il controller di sistema NCR Panther2, usato anche nei server NCR 3500 e 3550. Prodotte a partire dal 1992 (versioni con i486DX-50) e dal 1993 (Pentium P54, poi P54C), erano tra le più potenti ed espandibili macchine Microchannel disponibili commercialmente. Hanno avuto scarsa diffusione in Europa mentre sono state relativamente popolari negli Stati Uniti. Il progetto architetturale è stato sviluppato dalla NCR prima dell'acquisizione da parte di AT&T nel 1991 e della fusione con Teradata nel 1992; le sue linee guida sono state successivamente riprodotte nei server SMP basati su processori Pentium Pro e Pentium II. Tra il 1994 ed il 1996 i server NCR vennero commercializzati col marchio AT&T GIS (Global Information Solutions), denominazione data alla NCR stessa fino al momento della separazione dalla AT&T. Il marchio in questione è visibile nel dettaglio in alto a destra (la NCR tornò ad essere una compagnia indipendente all'inizio del 1997).

Scheda CPU di server NCR 3450 (1994) con doppio processore Intel Pentium P54 a 60 MHz, 512 KB di cache WB di secondo livello e 8 MB di cache WT ECC di terzo livello (4 per ciascun processore). I due integrati VLSI nella parte al centro, in basso, sono controller di bus ed accesso alla memoria di sistema (VY14671-2 "PANTHER2"). Questo tipo di macchina realizza un'architettura SMP scalabile fino a 8 vie, basata su circuiti di supporto sviluppati ad hoc per massimizzare le prestazioni globali. Le CPU Pentium P54 con i cache controller ECC 82496/7/8 supportano in modo nativo il multiprocessing SMP fino 2 sole vie; l'implementazione di sistemi a 4 o più vie richiede soluzioni hardware specifiche. I server delle serie 3400 e 3500 (appartenenti alla famiglia multi-livello NCR 3000) utilizzavano sia sistemi operativi Unix (AT&T, SCO) sia Windows NT. L'architettura di sistema si basava su una versione "estesa" del bus Microchannel, sviluppata da NCR e AT&T per l'impiego in macchine ad elevato parallelismo e denominata Enhanced MCA

Vedi: http://www.thecorememory.com/html/ncr_system_3000.html

Processore a due vie di server SMP NCR 3430/5 (1994) con doppio Pentium P54 a 66 MHz, cache controller 82498 e 512 KB di cache L2 WB per ciascuna CPU, più un massimo di 4 MB di cache L3 opzionale (WT), sempre per ogni CPU.

Questa scheda contenente 4 processori Intel Pentium Pro a 200 MHz e 16 MB di cache L3 per ciascuna coppia di CPU (1997) consentiva l'upgrade diretto dei server NCR 3450 e 3550 basati su CPU Pentium, a 2 e 4 vie (l'architettura di bus è infatti identica). Tutta la circuiteria di supporto è realizzata con ASIC sviluppati da NCR ed AT&T. I server NCR 3450 così aggiornati rappresentano uno dei rari casi di macchine Microchannel con CPU P6. Il guadagno di prestazioni rispetto all'originale CPU Pentium P54 a 60 o 66 MHz è notevole e giustificava il prezzo molto elevato dell'aggiornamento; la maggior parte di questi server erano dedicati ad applicazioni database, ERP e gestionali. Nella parte alta dell'immagine si vedono i dissipatori di calore di due processori.

Dettaglio degli ASIC LSI Logic visibili nell'immagine precedente.

Scheda CPU e RAM di server NCR 3435 (1993) con processore Pentium P54 a 60 MHz, cache controller Intel 82497 e 512 KB di cache L2 write-back ECC. A destra in basso il dettaglio di uno degli ASIC presenti sulla scheda.

Sistema di sviluppo Intel per Pentium 60/66 (1994) - Consente di sviluppare progetti hardware/software basati sulla CPU Pentium. Contiene un debugger, un analizzatore logico, un analizzatore di bus e vari altri strumenti per programmatori parte implementati direttamente in una serie di EPROM e parte disponibili su CD, tra cui un compilatore C/C++ ottimizzato per l’architettura Pentium.

Unisys motherboard Intel P5 66 MHz EISA + 3 VLB

Motherboard Unisys PW2 Premier EISA/VLB (1994/5) - Si tratta di una scheda madre con CPU Pentium P54/Socket 4 a 66 MHz particolare ed interessante per diverse ragioni. Innanzitutto ha un’architettura mista EISA/VLB (basata su chipset Intel/ALR), non frequente, ed ancora meno in un prodotto come questo, destinato all’impiego in server x86 e comunque in sistemi di fascia alta (notare il numero di slot EISA e quello dei socket per le SIMM). Secondariamente sono state molto poche le motherboard Pentium ad essere dotate di bus VLB (VESA Local Bus), dal momento che quest’ultimo era strettamente legato all’architettura di sistema dell’i486 e dunque difficilmente adattabile ad altre CPU. Infine questa scheda è dotata di tre slot VLB, ed anche questa è una cosa non comune visti i problemi elettrici di questo bus talvolta evidenti già nelle motherboard con due soli slot. La cache di secondo livello è ampia 256 KB ed è di tipo writeback.

Scheda CPU di un server HP Netserver LX/Pro (1994) con processore Intel Pentium a 60 MHz (A80501-60, SX039, Socket 4 ZIF) e chipset Intel 82433/82434 LX "Mercury". Il Socket 4 ospitava solo CPU a 5 V. Col passaggio all’alimentazione a 3,3 V Intel ha introdotto il Socket 5. La RAM è da 32 MB suddivisa in 4 SIMM FPM da 8 MB, 70 ns ciascuna. La cache, di tipo write-back, è ampia 128 KB.

Scheda CPU di un server Compaq ProLiant 1000 5/60 (1993), con processore Pentium P54 a 60 MHz. I due connettori neri a fianco della CPU servono per l'installazione della scheda con la cache di secondo livello (512 oppure 1.024 KB). Questa macchina è basata sull'architettura TriFlex progettata da Compaq all'inizio degli anni Novanta per massimizzare le prestazioni dei propri server x86. In alto a destra, dettaglio della CPU su Socket 4. In basso: molte schede Compaq degli anni Ottanta e Novanta sono caratterizzate dalla presenza di piccoli disegni (artwork) sul circuito stampato, diversi a seconda del modello e del sistema di appartenenza.

Retro della scheda raffigurata sopra. La logica di supporto alla CPU (buffer, interfacce di memoria e del bus locale) è realizzata con ASIC fabbricati da LSI Logic e ST Microelectronics. Una soluzione comune nei sistemi di alto livello prima dell'avvento dei chipset per server (di Intel e di altri produttori).

Scheda processore di un server EISA ALR Gateway P566 (1994) contenente un processore Intel Pentium P54 a 66 MHz con 1 MB di cache writeback L2 controllata da un 82C596-66.

Intel P5 goldcap 60 MHz w/Mercury chipset

Questo modulo CPU Compaq (1994), tra i primi disponibili per i Deskpro/Systempro (con architettura TriFlex), utilizza un processore Intel Pentium a 60 MHz (SX948) su Socket 4 ZIF (vedi) affiancato dal chipset Intel 430LX "Mercury" e da 128 KB di cache L2. Il 430LX è stato il primo chipset Intel (PCI/EISA) progettato in modo specifico per i sistemi Pentium. Supporta unicamente i Pentium a 5 V (60-66 MHz) ed un massimo di 128 MB di RAM in SIMM da 72 pin con parità. Quest’ultima deve essere di tipo FPM (Fast Page Mode), perché il chipset Mercury non accetta la più recente EDO. Il 430LX non supporta sistemi SMP ma solo configurazioni a processore singolo. L’SMP venne introdotto successivamente col Pentium P54 ed il chipset Neptune (430NX). Qui si vedono una coppia di 82433LX Local Bus interface/accelerator (LBX) e l’82434LX PCI, Cache and Memory Controller (PCMC).

Vedi: http://users.erols.com/chare/chipsets_pentium.htm, per quanto riguarda i Socket utilizzati dai processori Intel, vedi questo sito, in italiano e molto ben fatto: http://backdoor.altervista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=19&Itemid=48.

 

Scheda HP con doppia CPU Pentium 75 (1995) e cache controller Intel 82498 - Nel 1994 Intel introdusse la versione del Pentium a 75 MHz, denominata P54C o 80502, realizzata con un nuovo processo produttivo a 0,60 micron. Assieme alla CPU veniva anche presentato un nuovo socket (zoccolo di collegamento con la scheda madre) che si sarebbe poi evoluto nei più noti Socket 5 e Socket 7. Lo sviluppo di chipset evoluti, i primi dei quali furono il Mercury (per singola CPU) ed il Neptune (singola e doppia), nonché le caratteristiche stesse del Pentium facilitarono la realizzazione di sistemi con doppia CPU di tipo SMP, che ebbero notevole diffusione nei settori dei server e delle workstation x86.

Il  processore Pentium offre un sopporto nativo ("glueless") all'SMP soltanto nella configurazione di base, cioè quella con due sole CPU. La realizzazione di sistemi con 4 o più processori Pentium richiede l'impiego di chipset particolari, in generale ASIC progettati ad hoc come nel caso del server Dell "Nautilus" (con 4 CPU), negli IBM PCServer 720 oppure nei Sequent Symmetry 5000 (vedi sotto).

DEC Celebris 5100 dual CPU module

Modulo CPU per DEC Celebris 5100 (1994) - Questa scheda contiene due processori Intel Pentium P54C a 100 Mhz e 256 KB di cache writeback su modulo Asynchronous Secondary Cache Module fabbricato da Motorola (15 ns). Questo tipo di moduli di memoria cache "tipo SIMM" a 160 oppure 168 piedini, chiamati COASt (Cache On A Stick), rappresentarono per qualche tempo uno standard nelle schede madri per processori Intel (Pentium e 486DX/4). Consentivano all’acquirente di una scheda madre di decidere le caratteristiche, la dimensione ed il costo della cache L2 da installare a seconda delle proprie esigenze. Fu proprio Motorola ad introdurre nei primi anni Novanta le specifiche del socket per i COASt (chiamato tecnicamente "CELP"), utilizzato inizialmente in alcuni modelli di Apple Macintosh. I moduli COASt scomparvero con l’avvento delle CPU su slot (Pentium II e III) nelle quali la cache era integrata nella cartuccia contenente la CPU. Il chipset impiegato qui è un Intel 430NX "Neptune".

Three COAST cache modules

Tre esempi di moduli COASt per motherboard Pentium.

Vedi: http://www.pcguide.com/ref/mbsys/cache/structCOASt-c.html, oppure questa pagina.

Olivetti CPU P54 90 MHz + Corollary chipset

Modulo CPU per server Olivetti (1995) con processore Intel Pentium a 90 MHz e chipset Corollary. Sono anche visibili due socket CELP per moduli di cache L2 in standard COASt, i quali consentono l’installazione di un massimo di 1 MB di cache writeback di secondo livello.

Lista dei chipset Intel: 
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Intel_chipsets

Fujitsu Pentium 120 CPU module

Modulo CPU Fujitsu con processore Pentium 120 (1996) - Questo modulo, in effetti un circuito ibrido fabbricato da Fujitsu su licenza Intel per essere impiegato nei propri PC notebook, contiene (in basso a destra) un processore Pentium a 120 MHz. Il chip di quest’ultimo è prodotto dalla stessa Intel, ma viene assemblato assieme agli altri componenti da Fujitsu. Il risultato è una curiosa e non comune mescolanza di marche e tecnologie molto differenti fra loro.

Processore Pentium a 75 MHz nella versione a basso consumo per notebook (Toshiba in questo caso). Escludendo la protezione in plastica trasparente, il package è spesso circa 1 mm.

IBM PC Server 720 CPU module

CPU Pentium 166 di IBM PC Server 720 (1995) – L’IBM PC Server 720 (8642) è stato la più potente macchina MCA (MicroChannel) prodotta da IBM (più precisamente si trattava di un calcolatore ibrido MCA/PCI). Pensato come server aziendale di fascia alta, poteva ospitare un massimo di sei CPU Intel Pentium, identiche, a 100 - 166 MHz a seconda del modello, formanti un’architettura SMP basata su uno speciale bus locale ad alte prestazioni, il C-Bus di Corollary Systems (vedi questo link; per una descrizione più dettagliata della scheda e della macchina vedi: http://www.gilanet.com/ohlandl/8642/8642_CPU_Cards.html), e su un’altrettanto particolare cache a tre livelli con meccanismo di verifica/protezione della coerenza realizzato in hardware, su ispirazione di quanto realizzato in quegli stessi anni nei sistemi paralleli Sequent (vedi qui sotto). Il C-Bus (che supportava un massimo di 8 CPU) e la sua evoluzione C-Bus II vennero impiegati anche da altri fabbricanti di server, in particolare da NEC, Intergraph ed Olivetti. Corollary è stata assorbita da Intel nel 1997.

L’IBM PCServer 720 sulla copertina di Byte (Maggio 1995).

Sequent Symmetry 5000 CPU card

Sequent Symmetry 5000/SE60: scheda CPU (1995) – I sistemi Symmetry di Sequent Computer Systems erano macchine parallele SMP a memoria condivisa, con architettura bus – based, basate su processori x86 (dapprima 386, poi 486, quindi Pentium a 66, 90, 100 e 166 MHz nel modello 5000). Un calcolatore Symmetry poteva contenere da 2 a 30 CPU, suddivise tra più schede simili a quella raffigurata qui sopra (che ha due Pentium a 100 MHz), ciascuna delle quali ne ospita due assieme ad una certa quantità di memoria cache locale (variabile a seconda del modello). Questi sistemi, utilizzati soprattutto come server di database ad alta capacità (stante la stretta collaborazione tra Sequent ed Oracle), erano dotati di un meccanismo di mantenimento della consistenza della cache direttamente a livello hardware che li rendeva più affidabili di altre architetture parallele contemporanee e, nello stesso tempo, sgravava il sistema operativo dal compito di verificare e mantenere tale coerenza. Il Symmetry 5000 è stato la prima macchina commerciale basata su microprocessori a supportare più di 1 TB di memoria di massa (precisamente 1,65 TB). Su questi calcolatori si utilizzava un sistema operativo apposito chiamato Dynix, cioè una versione speciale di Unix ottimizzata per il calcolo parallelo. Sequent Computer Systems (assorbita da IBM nel 1999) fu tra i pionieri delle architetture parallele SMP, introducendo in questo settore importanti innovazioni sia hardware che software impiegate poi da molti altri produttori.

Vista esterna del sistema Sequent Symmetry 5000/SE60 (Byte, Maggio 1995).

Compaq P5 90 MHz + 92497 cache controller + cache

Scheda CPU di server Compaq ProLiant (1995) - Questa scheda contiene un processore Intel Pentium P54C a 100 MHz (bus a 66 MHz) affiancato da 256 KB di cache writeback controllata da un Intel 82497-66. L’82497, o i497, è un cache controller per sistemi Pentium a singola o doppia CPU che utilizza il protocollo di coerenza MESI. La connessione ad alta velocità col processore avviene senza stati d’attesa. La memoria cache è formata da chip SRAM Intel 82492, i quali supportano configurazioni con ampiezza del bus dati pari a 32, 64 oppure a 128 bit. L’utilizzo contemporaneo di questi chip e dell’82497 consente di ottenere un sistema ad alte prestazioni nel quale si possono avere simultaneamente un’operazione di lettura/scrittura sul bus della CPU ed un’altra su quello della memoria (vedi qui per una descrizione della scheda). A causa del suo elevato costo di base la combinazione Pentium/i497/i492 è rimasta limitata al settore dei server e dei sistemi desktop di fascia alta. Gli altri PC basati su processore Pentium, in special modo quelli a singola CPU (la grandissima maggioranza), si sono affidati a chipset più economici. Per una descrizione dettagliata dell’82497 vedi ad esempio la manualistica Intel: http://www.x86.org/intel.doc/586manuals.htm. La "P54C" (80502), introdotta nel Marzo 1994, è la seconda revisione dell’architettura Intel Pentium. Impiega un processo produttivo BiCMOS a 0,60 micron e funziona a 3,3 Volt anziché a 5 V come il Pentium originario ("P5"). Le CPU P54C hanno frequenze comprese tra 75 e 120 MHz con bus operante a 50, 60 oppure 66 MHz (al contrario, la versione P5 non aveva alcuna moltiplicazione del clock, dunque CPU e bus lavoravano alla medesima frequenza). Con la P54C Intel ha introdotto un nuovo zoccolo, il Socket 5, poi evolutosi nel più noto Socket 7. A sua volta la P54C è stata soppiantata dalla revisione P54CS a 0,35 micron con frequenze innalzate fino ad un massimo di 200 MHz. La versione P54C supporta direttamente (o "nativamente", come si usa dire) l’SMP a due processori.

Motherboard SMP Intel Xpress EISA/PCI (1994/5), per 1 o 2 CPU Intel Pentium P54C a 100 MHz. I processori sono contenuti in daughtercard con 256 oppure 512 KB di cache writeback controllata da un Intel 82497. In alto un particolare del chipset; sulla scheda si trovano anche un PCI/EISA bridge Intel 82375 ed un EISA System Component (ESC) Intel 82374. Quest’ultimo è un componente ad alta integrazione che include un controller DMA ed altre parti di un chipset standard per PC EISA (vedi).

Coppia di schede con CPU Pentium P54C. In alto una scheda Intel con Pentium a 133 MHz e 1 MB di cache write-back L2 (controllata da un 82498-66) impiegata in un server Zenith Data Systems; sotto, una delle due schede di un server SMP ALR Gateway con processore Pentium a 166 MHz e 1 MB di cache L2.

Intel PODP boxed 83 MHz

Intel Pentium Overdrive Processor 83 MHz per 486 (1995) - Qui è raffigurata la versione del Pentium Overdrive (PODP5V83) per sistemi i486, funzionante a 83 MHz, in package PGA a 237 piedini. Il "Pentium Overdrive for 486" era una CPU Pentium adattata per funzionare in schede madri 486 con Socket 2 o 3 (Intel Overdrive Socket). Funzionava a 63 oppure a 83 MHz; era un componente costoso che, in più, offriva prestazioni praticamente identiche a quelle dei più economici AMD Am5x86 e Cyrix 5x86, CPU entrambe basate su un nucleo i486DX/4. Il guadagno in velocità rispetto al 486 originario era tanto maggiore quanto più grande era la cache di secondo livello presente nel sistema.

Intel PODP 83 MHz detail

Il Pentium Overdrive per 486 fuori dalla scatola. Forma un blocco unico con la ventola ed il regolatore di tensione incorporati.

Un Pentium OverDrive aperto per recuperare l’oro contenuto nella placchetta (lid) permette di dare un’occhiata al chip del processore, un po’ rovinato e graffiato ma comunque interessante (vedi). Il die somiglia a quello del P54C a 75 MHz. Questa CPU è stata aperta senza nessuna cura ed è una fortuna che il chip sia quasi intatto; chi fosse interessato a scoprire come "scoperchiare" un processore (Intel, ma non solo) dia un’occhiata a http://www.cpu-galaxy.at/About/About%20Me.htm#Open%20Die%20Core.